HomeDestinazioni › Cosa vedere tra Merano e Bolzano? I luoghi nascosti che sorprendono ogni visitatore
Destinazioni

Cosa vedere tra Merano e Bolzano? I luoghi nascosti che sorprendono ogni visitatore

📅 12 Agosto 2026✍️ di Leonardo Bracalenti⏱️ 4 min di lettura

Ricordo ancora una sera di fine settembre quando, accompagnando un gruppo di escursionisti da Merano verso Bolzano, ci siamo fermati in una piccola locanda di montagna che non compare su nessuna guida turistica. Era il tipo di posto dove l’oste conosce per nome ogni vino della sua cantina e dove il caminetto acceso a metà stagione sembra un’estensione naturale della conversazione. Quella sera ho capito che la vera magia di questa regione non sta nei luoghi celebrati dalle riviste, ma in quelle scoperte silenziose che ti cambiano lo sguardo sul paesaggio.

Tra Merano e Bolzano si estende uno dei corridoi più affascinanti dell’Alto Adige, dove la tradizione altoatesina incontra la contemporaneità, dove i vigneti DOC digradano verso le valli e i sentieri raccontano storie di commercianti medievali e di pastori che ancora oggi custodiscono i propri greggi. Non è una zona da attraversare velocemente, ma da abitare lentamente, respirando l’aria rarefatta che sale dalle malghe e osservando come la luce cambia il profilo delle montagne nel corso della giornata.

Le valli laterali dove il turismo ancora non è arrivato

Scendendo da Merano verso sud, la tentazione naturale è seguire la strada principale, ma consiglio sempre ai viaggiatori di deviare verso le valli laterali. La Val Passiria, ad esempio, rimane uno spazio dove il tempo scorre con ritmo diverso. Qui i paesi come Stuls e Moso si arroccano sulle pendici con un’architettura tradizionale che sembra uscita da un dipinto del Cinquecento. Non troverete catene alberghiere, ma rifugi familiari dove la colazione include i pani di segale tostati che ancora oggi si preparano secondo ricette tramandate da generazioni.

Ho scoperto recentemente un sentiero poco battuto che da Stuls sale verso il Rifugio Timmelsjoch: due ore di cammino che ti portano da 750 metri a 2.500 metri senza incontrare praticamente nessuno. Il contrasto è quello che rende speciale questa traversata. Inizia tra i campi dove le mele crescono rosse e profumate, continua nei boschi di larici che in autunno si trasformano in oro liquido, e termina con una vista che abbraccia l’intera catena alpina dal Brennero fino alle Dolomiti.

Un’altra sorpresa che consiglio è la Val d’Ultimo, ancora più selvaggia e intima. Qui i Parco Naturale Dolomiti di Fanes-Senes-Braies sembra lontano anni luce anche se geograficamente non lo è. I villaggi di Lana d’Ultimo e Muehlbach mantengono l’atmosfera di avamposti, con le loro casette dai balconi carichi di fiori e i masi sparsi che offrono formaggio fresco e vino della casa a chi sa bussare con discrezione alle porte giuste.

Bolzano oltre il centro storico: le periferie che sorprendono

Bolzano merita certo una visita al centro medievale con la cattedrale e i portici, ma la vera scoperta per chi ha tempo è esplorare i sobborghi dove vivono i bolzanini veri. Il quartiere di Gries, a nord del centro, è un labirinto di viuzze dove le cantine sociali si affiancano ai negozietti di alimentari rimasti uguali a cinquant’anni fa. Qui ho trovato una bottega di libri usati che sembra una biblioteca privata di qualcuno che ha deciso di lasciar sfogliare i propri scaffali a chiunque paghi due euro al pezzo.

Il Parco dell’Adige che attraversa la città offre invece un altro volto: è uno spazio dove i locali camminano, corrono, portano i bambini in bicicletta, ma che i turisti raramente esplorano in profondità. Seguire il corso del fiume verso sud, oltre la zona urbana, significa ritrovarsi in paesaggi rurali dove ancora si vedono gli orti biologici di famiglia e dove le cicogne nidificano sui campanili delle piccole chiese di campagna.

Non lontano da Bolzano, verso le pendici del Guncina, c’è un sentiero escursionistico che sale tra i vigneti Pinot Nero più nobili d’Italia. Camminare tra queste viti significa toccare con mano la denominazione d’origine controllata che distingue questi terroir, e se si sceglie il momento giusto della giornata, magari verso il tramonto, è possibile trovare alcuni viticoltori ancora al lavoro che condividono volentieri una chiacchiera e una degustazione diretta dalla cantina.

Le malghe e gli incontri autentici con la montagna

Durante i miei anni nei rifugi della Val Gardena ho imparato che le esperienze più memorabili accadono sempre nelle malghe, quegli spazi sospesi tra la civiltà e la totale wilderness. Tra Merano e Bolzano ce ne sono diverse, ma poche sono accessibili via macchina. È questo isolamento relativo che le mantiene autentiche.

La Malga Taser, ad esempio, richiede una passeggiata di novanta minuti dal parcheggio, e in cambio offre formaggi caseificati il giorno stesso, ricotta ancora calda e una quiete che permette di sentire il suono delle campanelle delle mucche muoversi lentamente verso i pascoli superiori. I gestori sono una famiglia che ha abbandonato la città una ventina d’anni fa, e dalla loro storia emerge la logica di chi ha scelto di vivere a contatto diretto con i ritmi della natura.

Queste scoperte, che siano le valli nascoste, i quartieri dimenticati del capoluogo o le malghe isolate, rappresentano il vero patrimonio di questa regione. Non sono sulla copertina di nessuna brochure turistica, ma sono quelle che lasciano dentro una traccia indelebile, quella che ti fa tornare anni dopo cercando di trovare esattamente lo stesso banco di nebbia, lo stesso odore di legna bruciata, lo stesso sguardo amabile dell’oste che sembra conoscerti da sempre. Questo è quello che Merano e Bolzano sanno ancora offrire a chi sa cercare oltre il battuto sentiero del turismo di massa.

Leonardo Bracalenti

Originario di Bolzano, Leonardo ha lavorato per diversi rifugi in Val Gardena, specializzandosi nell'accoglienza di escursionisti e appassionati di montagna. La sua grande passione è raccontare le piccole scoperte tra malghe, boschi e vecchie locande dove si respira l’autenticità dell’Alto Adige.

Torna in alto