HomeEsperienze › Foliage in Alto Adige: i sentieri migliori per colori d’autunno che pochi fotografano
Esperienze

Foliage in Alto Adige: i sentieri migliori per colori d’autunno che pochi fotografano

📅 27 Agosto 2026✍️ di Marta Rondolini⏱️ 5 min di lettura

Vivo tra i masi e i lariceti dell’Alto Adige e, ogni autunno, accompagno i miei ospiti alla scoperta di sentieri che la maggior parte dei fotografi ignora. Qui condivido percorsi semplici e mediamente impegnativi dove il foliage sorprende, senza la ressa dei “soliti” spot. Sono itinerari che frequento da anni, con note pratiche su tempi, accessi e luce migliore.

Quando vedere il foliage in Alto Adige e quali condizioni esaltano i colori?

In Alto Adige il foliage si accende tra la fine di settembre e l’inizio di novembre, con picchi diversi a seconda della quota. I larici dorano prima sopra i 1.800 metri (metà ottobre), mentre castagni e vigneti esplodono più tardi nei fondovalle (fine ottobre-inizio novembre). Luci basse del mattino e del tardo pomeriggio saturano i colori e riducono il contrasto.

Le differenze tra valli sono marcate: l’Alpe di Luson-Rodengo anticipa i toni ambrati, mentre la conca di Merano trattiene il verde più a lungo. Il vento di Föhn asciuga l’aria e regala giornate nitidissime, ideali per scatti con sfondi alpini. Dopo notti serene e fredde, i pigmenti si intensificano: se potete, programmate un’uscita post-brinata.

Quali sentieri tranquilli vicino a Merano regalano i colori migliori?

Il Kuenser Waalweg (Caines) è un canale irriguo in balconata, poco affollato rispetto ai più noti waalwege. Tra castagni, meli e scorci sulla Val Passiria, la camminata è pianeggiante e fotogenica. Un’alternativa più alpina è il Taser Höhenweg sopra Scena, tra larici e masi panoramici.

Per il Kuenser Waalweg, partite da Caines o Rifiano: l’andata e ritorno richiede 2-3 ore con dislivello minimo, perfetto anche per famiglie. La luce migliore è la mattina, quando i versanti di fronte si tingono d’oro. Sul Taser Höhenweg (accesso dalla funivia Taser, Scena), i tratti nel bosco si alternano a radure con masi in legno; in 3 ore si chiude un anello moderato. Qui i larici virano al rame già da metà ottobre; portate un teleobiettivo corto per isolare dettagli tra baite e chiome.

Dove camminare tra Rodengo e Luson per larici dorati senza folla?

L’anello dell’Astjoch (Cima Lasta) dall’altopiano di Rodengo-Luson è una classica “minore”: ampia, luminosa, ma poco fotografata rispetto ad Alpe di Siusi. I larici formano quinte dorate e i prati alti colano luce calda al tramonto. Il percorso è facile e adatto anche a escursionisti poco esperti.

Dal parcheggio Zumis (circa 1.725 m) seguite i segnavia per l’Astjoch: l’anello si chiude in 3-4 ore, 350-400 m di dislivello. È terreno perfetto per grandangoli morbidi e soggetti semplici: una panchina, un filo di staccionata, un larice isolato. Se cercate riparo dal vento, fermatevi nei conchetti erbosi prima della cima e lavorate con controluce: le chiome diventano lampadine d’ambra.

C’è un itinerario in Val di Fundres con lago e boschi da cartolina?

Sì: il sentiero per il Lago Seefeld (Lago di Pausa) in Val di Fundres è un gioiello d’autunno con riflessi intensi e larici radi. L’itinerario è mediamente impegnativo ma senza passaggi esposti. Le folle sono rare in settimana e i colori restano vivi fino a fine ottobre.

Si parte dalla località Fundres (Pfunders) seguendo le indicazioni per il Seefeldsee: contate 11-12 km A/R e 600-700 m di dislivello, 4-5 ore totali. Il lago, incastonato in una conca ruvida, rende al massimo nelle ore centrali con vento debole per riflessi specchiati. Portate filtri polarizzatori leggeri e strati termici: l’aria può incresparsi e freddare all’improvviso. In discesa, cercate scorci bassi tra mirtilli arrossati e larici dorati: contrasti naturali da portfolio.

Quali passeggiate soleggiate in Valle Aurina sono ideali in autunno?

Il Sonnenweg di Rio Bianco (Weissenbach) è un balcone caldo sulla valle, perfetto quando l’ombra avanza altrove. I boschi larici-pino alternano masi e fienili, con viste sui ghiacciai in lontananza. È un tracciato medio-facile, poco fotografato rispetto ai fondovalle più celebri.

Dalla chiesa di Rio Bianco salite verso il “Sonnenweg”: l’andata e ritorno dura 2,5-3 ore, 300 m di dislivello ca. Chi vuole allungare può puntare alle malghe aperte fino a Ognissanti, dove trovare zuppe e formaggi di valle. In alternativa, a Selva dei Molini il percorso attorno al lago artificiale regala toni specchiati e passaggi su passerelle in legno: semplice, circolare, ideale a fine ottobre. Tenete d’occhio i cartelli faunistici e restate sui tracciati: molte aree rientrano nella Rete Natura 2000.

Esiste un cammino facile e culturale per famiglie legato al foliage?

Sì, il Lodenweg tra Vandoies e la Val di Fundres unisce boschi colorati, mulini e tradizioni tessili. È quasi pianeggiante e costeggia corsi d’acqua, con pannelli che raccontano la lana infeltrita. In autunno veste rosso, rame e ocra senza stancare i più piccoli.

Partite da Vandoies di Sotto: in 1,5-2 ore raggiungete l’imbocco della valle, tra alberi che sfumano dal giallo al rubino. Lungo il tragitto, piccole deviazioni portano a masi che vendono succhi, speck e pane di segale; spesso incontro artigiani pronti a mostrare cardatura e follatura del panno. È la passeggiata che consiglio alle famiglie ospiti del mio B&B quando chiedono “foliage + merenda + storia locale”.

Come organizzarsi tra meteo, trasporti e sicurezza per queste uscite?

Controllate bollettini meteo e valanghe (sulle quote alte dopo nevicate precoci) e pianificate margine di luce. Autobus e treni riducono stress e parcheggi pieni: le linee per Merano, Bressanone e Brunico portano vicine agli imbocchi dei sentieri. Scarpe con suola scolpita, strati termici e acqua bastano per i percorsi descritti.

Preferite i giorni feriali e partite presto: i colori sono saturi, i sentieri liberi e gli animali attivi. In autunno alcune malghe chiudono senza preavviso: portate snack e una borraccia. Restate sui tracciati segnalati (segnavia bianco-rosso) e rispettate cancelli e pascoli: siamo ospiti nei territori dei masi. Per chi punta alle foto, una regola d’oro: un elemento locale (staccionata, cappella, fienile) dà scala e identità all’immagine.

Hai poco tempo? Quali risposte rapide sul foliage in Alto Adige?

Qual è l’ora migliore per fotografare i colori?

Prima ore del mattino o golden hour: contrasto basso e palette più calda.

Serve prenotare i parcheggi?

Solo in hot spot; sui sentieri indicati trovate posto presto o usando bus locali.

Posso fare Törggelen dopo le camminate?

Sì, da fine settembre a novembre: prenotate masi lungo i fondovalle.

I cani sono ammessi sui sentieri?

Sì, al guinzaglio; attenzione a pascoli e cartelli locali.

Che attrezzatura fotografica consigli?

Grandangolo leggero (24-35 mm), polarizzatore, strati termici e guanti sottili.

Marta Rondolini

Marta, originaria di Verona, vive da sei anni tra le montagne altoatesine dove gestisce un piccolo B&B. Adora esplorare le tradizioni locali e spesso partecipa a sagre e mercatini, raccogliendo storie da raccontare ai suoi ospiti e ai lettori sempre in cerca di consigli particolari.

Torna in alto